



BASILICA DI SANT'AGOSTINO
La Basilica di Sant'Agostino fu costruita, con l'unito convento, nel decennio 1569-79, da Bernardino Pannizzario detto il Caramosino, architetto della comunità piacentina, per ordine dei Canonici Lateranensi e in sostituzione dell'antica chiesa di S. Benedetto, distrutta da Pier Luigi Farnese
per far posto alla nuova Cittadella.
Chiusa al culto nel 1798, subì manomissioni e danni di ogni genere; durante l'ultima guerra
venne distrutto il refettorio del convento ove era custodito un capolavoro di Giov. Paolo Lomazzo,
il Convito quadregesimale.
La facciata in granito e di stile neoclassico, venne eretta nel 1786-92 da Camillo Morigia in forme vagamente neopalladiane (unico esempio in città). L'interno ampio e armonioso a croce latina,
è fra le più belle, slanciate e luminose architetture di tutto il Rinascimento settentrionale.
La copertura è a volte a botte nella navata centrale, a cupolette nelle navate intermedie, a volte
a vela nelle navate estreme. Nel centro della crociera si innalza la cupola.
Efficace e armonioso il commento scultoreo alle mirabili strutture del tempio: un lungo, ininterrotto
fregio si snoda per tutto il circuito perimetrale e riecheggia nelle congiunzioni delle colonne
e dei piloni delle navate mediane, le cui cupolette sono adorne di eleganti stucchi.
Altri finissimi lavori in stucco, di grazia rococò, incorniciano e abbelliscono le cappelle laterali.
Infine dalle nicchie che intervallano le arcate della navata maggiore e alleggeriscono i pilastroni
delle navate attigue si affacciano solenni statue.
Particolarmente ricca è la decorazione plastica dei bracci del transetto (in quello sinistro ci rimangono ancora alcune sculture di Giulio Mazzoni) e del coro. Della preesistente ornamentazione pittorica
ancora sopravvivono gli affreschi delle pareti di fondo dei due transetti, dovuti al Malosso.
Negli ultimi dieci anni la Basilica di Sant'Agostino è la cornice dell'evento "L'Arte di Arredare"
organizzato dal Consorzio APA (Consorzio Professionisti dell'Arredamento).
La Basilica di Sant'Agostino fu costruita, con l'unito convento, nel decennio 1569-79, da Bernardino Pannizzario detto il Caramosino, architetto della comunità piacentina, per ordine dei Canonici Lateranensi e in sostituzione dell'antica chiesa di S. Benedetto, distrutta da Pier Luigi Farnese
per far posto alla nuova Cittadella.
Chiusa al culto nel 1798, subì manomissioni e danni di ogni genere; durante l'ultima guerra
venne distrutto il refettorio del convento ove era custodito un capolavoro di Giov. Paolo Lomazzo,
il Convito quadregesimale.
La facciata in granito e di stile neoclassico, venne eretta nel 1786-92 da Camillo Morigia in forme vagamente neopalladiane (unico esempio in città). L'interno ampio e armonioso a croce latina,
è fra le più belle, slanciate e luminose architetture di tutto il Rinascimento settentrionale.
La copertura è a volte a botte nella navata centrale, a cupolette nelle navate intermedie, a volte
a vela nelle navate estreme. Nel centro della crociera si innalza la cupola.
Efficace e armonioso il commento scultoreo alle mirabili strutture del tempio: un lungo, ininterrotto
fregio si snoda per tutto il circuito perimetrale e riecheggia nelle congiunzioni delle colonne
e dei piloni delle navate mediane, le cui cupolette sono adorne di eleganti stucchi.
Altri finissimi lavori in stucco, di grazia rococò, incorniciano e abbelliscono le cappelle laterali.
Infine dalle nicchie che intervallano le arcate della navata maggiore e alleggeriscono i pilastroni
delle navate attigue si affacciano solenni statue.
Particolarmente ricca è la decorazione plastica dei bracci del transetto (in quello sinistro ci rimangono ancora alcune sculture di Giulio Mazzoni) e del coro. Della preesistente ornamentazione pittorica
ancora sopravvivono gli affreschi delle pareti di fondo dei due transetti, dovuti al Malosso.
Negli ultimi dieci anni la Basilica di Sant'Agostino è la cornice dell'evento "L'Arte di Arredare"
organizzato dal Consorzio APA (Consorzio Professionisti dell'Arredamento).
